La Romana Repubblica - Quanno er popolo diventò sovrano

GRATUITO
Mausoleo Ossario Garibaldino
Via Garibaldi, 29/e
Roma RM
Manifestazione: 
Mercoledì, 3 Luglio, 2019 21:00
  • La Romana Repubblica - Quanno er popolo diventò sovrano
    La Romana Repubblica - Quanno er popolo diventò sovrano La Romana Repubblica - Quanno er popolo diventò sovrano

Spettacolo teatrale con musica dal vivo.

Nell’ambito delle celebrazioni in memoria dei 170 anni della Repubblica Romana del 1849, Controchiave ripropone lo spettacolo teatrale nella suggestiva cornice del Mausoleo Ossario Garibaldino, in collaborazione con Roma capitale - Museo della Repubblica Romana e della Memoria Garibaldina. In scena 7 attori e 5 musicisti per raccontare con musica e parole un pezzo della storia di Roma.

E’ la sera del 2 luglio 1849, mentre i francesi entrano da Porta del Popolo, al Campidoglio si vota la costituzione della Repubblica Romana. Siamo in un’osteria nel mezzo, in qualche vicolo ai lati di Via del Corso, rifugio di popolani, combattenti, rappresentanti di quella elité che sta elaborando la costituzione negli ultimi momenti di vita della Repubblica. Nelle osterie romane è uso il “duello di parola” - a chi rapisce meglio l’uditorio con il racconto, che spesso prende la forma della Storia. La Storia stavolta è qui ed ora, tra un destino di sconfitta e l’orgoglio di aver fatto qualcosa di importante, unico, inaspettato. In occasione del 170° anniversario, è tempo di raccontare una Roma che per un attimo ha vissuto l’utopia di scrivere un’altra storia d’Italia, una storia che anticipava di cent’anni la nascita di un paese democratico, laico, basato sulla sovranità popolare. E’ la Repubblica Romana. Vissuta per soli cinque mesi, dal febbraio al luglio 1849. Un tempo sufficiente per far concentrare a Roma e su Roma tutte le speranze di riscatto nazionale, deluse dagli esiti dei moti dell’anno precedente. Quell’esperimento repubblicano fu stroncato dall’esercito francese accorso, insieme agli eserciti austriaco, spagnolo, napoletano, al richiamo del Papa Pio IX, fuggito a Gaeta dopo l’assassinio del suo primo ministro Pellegrino Rossi. Mentre le truppe francesi entrano in città, l’assemblea romana discute e vota la Costituzione, articolo per articolo, per rendere concreta, anche solo per un momento, la propria utopia. Quel testo, un secolo dopo, sarà la base per l’elaborazione della Costituzione italiana.

La musica
In quel periodo gli eventi, le storie, i personaggi, i sentimenti, trovavano nella musica e nelle canzoni il veicolo principale per comunicare (e per tramandare) quel che stava accadendo. Non fu a caso che l’inno degli italiani, nei mesi della Repubblica Romana fu consacrato alla Storia.
Goffredo Mameli scrisse l’inno il 10 settembre 1847, intitolandolo “Il canto degli Italiani”. Il testo fu musicato da Michele Novaro il 24 novembre dello stesso anno. Cantato per la prima volta a Genova durante una festa popolare, fu subito proibito dalla polizia, ma dopo i moti del 1848 fu suonato e cantato dalle bande musicali e dai soldati partenti per la guerra di Lombardia. In breve, divenne il canto più amato del Risorgimento italiano e degli anni successivi all’unificazione.

Per questo in tale narrazione non poteva mancare l’elemento “musicale” che, come nel melodramma, accompagna, sottolinea, interpreta gli eventi, mantenendo e reinventando i colori e i suoni di quella Roma.

 

Il programma potrebbe subire variazioni

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A cura di: 
Ass. Cult. Controchiave
Note: 

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